Il Laboratorio di Ecologia all' aperto Giacomo Corbetta



Caratteristiche generali

Dove si trova: Comune di Zeme (PV)
Coordinate: Lat. 45°11'37.68"N - Long. 8°38'49.06"E
Estensione: 3 ettari
Anno di avvio: 2016
Proprietà: Burchvif


In breve
il Laboratorio di ecologia all’aperto “Giacomo Corbetta” è un bosco realizzato con i fondi "set-aside" che prevedevano la messa a dimora di Pioppi neri, Farnie, Ciliegi selvatici, alcune essenze arbustive e alcune decine di tigli. Scaduto il contratto “set-aside” il bosco poteva essere abbattuto e furono messi in vendita solo Pioppi e Tigli lasciando gli altri alberi nel bosco. A questo punto al Prof. Francesco Corbetta scaturì l’idea di conservare l’attuale composizione con finalità ecologiche e nel ricordo del padre Giacomo donando il bosco all'Associazione.


L'ingresso del bosco - © Alberto Giè
  
Uno dei sentieri che percorre il bosco - © Alberto Giè

la grande quercia che cresce sul confine del bosco - © Lorenzo Giè
  
Il tabellone didascalico con i nipoti del Prof. Corbetta - © Alberto Giè





Nasce una nuova isola di natura
Con la sottoscrizione tra le parti avvenuta nel pomeriggio del 27 ottobre 2016, nello Studio Corti di Mortara, l’atto col quale il prof. Francesco Corbetta ha donato a Burchvif un bosco di 34 pertiche in comune di Zeme, è stato perfezionato. Il bosco, come espressamente richiesto dal donatore, sarà dedicato alla memoria del padre Giacomo con uno specifico pannello didascalico istallato nella radura d’ingresso del bosco stesso. Per sabato 20 maggio 2017 è stata fissata la data dell’inaugurazione e della presentazione del bosco. Dopo questo momento il compito di Burchvif è di garantire la conservazione del bosco e assicurarne la corretta evoluzione attraverso alcune integrazioni di vegetazione e regolari interventi di manutenzione.
Burchvif esprime i più sentiti ringraziamenti al prof. Francesco Corbetta col quale da molti anni ha stretto rapporti di amicizia e di stima e a cui abbiamo chiesto di volerci raccontare il bosco e di volerci fornire qualche suggerimento per la futura gestione.


Ecco quanto il prof. Corbetta ci ha fatto pervenire riguardo al bosco:
“A differenza del bosco dell’Agogna Morta che è così ordinato, salvo qualche punto più selvaggio derivato dai ricacci di alcune vigorose ceppaie di pioppo, il Laboratorio di ecologia all’aperto “Giacomo Corbetta” è così disordinato da esigere alcuni chiarimenti. Quando il bosco fu impiantato si era negli anni ’80 caratterizzati dal terrore per le elevate produttività che comportava, nell’ambito della CEE, giacenze insopportabili per l’economia nei settori produttivi del latte (e dei latticini) e dei cereali. Per agire contro i costi di queste giacenze si era individuata ed adottata la pratica del cosiddetto “set-aside” che comportava il semplice abbandono di qualsiasi attività, l’impianto di boschi a breve ciclo produttivo al posto di terreni che allora producevano magri raccolti di cereali o di foraggi. Fu così che decisi di aderire al “set-aside”.
Purtroppo fui molto deluso perché l’ente col quale ero entrato in contatto (e cioè la Provincia di Pavia) non mi lasciò libero di procedere per dare vita a una “Agogna Morta II” ma mi costrinse a avvalermi delle prestazioni di uno studio professionale che mi impose il...caos che più o meno si vede ancora e cioè la messa a dimora di Pioppi neri, Farnie, Ciliegi selvatici, alcune essenze arbustive e (sic!) alcune decine di tigli in un contesto che non s’era mai visto. Comunque feci buon viso a cattiva sorte e, grazie alle pazienti cure del caro Piero Braggio, il mio affittuario, giungemmo a qualche anno fa, data in cui il contratto “set-aside” scadeva e il bosco poteva essere abbattuto. Allora lo misi in vendita ma solo per quanto riguardava Pioppi e Tigli. La massima parte dei cespugli era seccata ma non i Noccioli e le Querce e i Ciliegi erano in piena e vigorosa crescita.
A questo punto scaturì l’idea...geniale! Conservare l’attuale composizione con finalità ecologiche e nel ricordo di papà. Infatti le tre presenze dominanti, Farnie, Ciliegi e Noccioli hanno cicli vegetativi tali per cui in primavera (e i Noccioli anche in inverno) offrono gradito polline a una clientela costituita soprattutto da insetti (anche se i passeri, sotto la neve, beccano avidamente i penduli “amenti” o “salamini” che rozzamente dir si voglia). Poi a maggio gli uccelli attingono voracemente alla produzione delle dolci e nutrienti ciliegie e nella tarda estate e autunno le nocciole e le ghiande sono a disposizione per uccelli e roditori vari. Tra le altre specie presenti (e che io giudico assai positivamente) c’è Cornus sanguinea che in primavera è prodigo nei confronti degli insetti e in autunno degli uccelli e così persino i Rovi, sia il grande Rubus fruticosus che il caesius la cui protezione a favore degli uccelli non potrà non essere apprezzata e per di più la loro riproduzione agamica è assai facile attraverso talee e margotte. Si potrà intervenire, se lo si vorrà, con qualche abbattimento per rompere la simmetria dei filari (che in fatto di estetica non sono certo il “top”) e con l’impianto di qualche altro Biancospino e del più precoce Prugnolo.
Più facile, ma parimenti doverosa, la introduzione del frugale Acero campestre, di Carpinus betulus e, perché no, del Castagno ricordato dal toponimo di un appezzamento vicino (la Castegna). Ai bordi del bosco non sarà difficile l’impianto di Dulcamara (Solanum dulcamara) o del profumatissimo Caprifoglio o Madreselva (Lonicera caprifolium). Chi, meglio di Burchvif,



L'innaugurazione
Sabato 20 maggio 2017, il popolo di Burchvif si è trasferito a Zeme per l’inaugurazione del Bosco Giacomo Corbetta, il bosco che il professor Francesco Corbetta e la sua famiglia hanno donato alla nostra associazione. Intorno alle 17, un bel gruppo di una cinquantina di persone costituito dal prof. Corbetta e dalla sua famiglia, dai suoi amici più cari e collaboratori e dai volontari di Burchvif si è dato appuntamento alla radura d’ingresso per celebrare la dedica del bosco a Giacomo Corbetta, papà di Francesco. Uno specifico tabellone didascalico è stato scoperto, ci sono stati brevi interventi di Burchvif, del priore di Sant’Albino di Mortara, del Prof. Corbetta e delle sue nipotine. Al termine abbiamo conosciuto il bosco da vicino percorrendone il sentiero principale che ci ha accolto mostrandoci tutte le sue potenzialità per diventare, nel tempo, un importante serbatoio di biodiversità. Anche la possente quercia ci ha accolti sotto le sue grandi fronde. Al ritorno alla Cascina Zanaglia un rinfresco con bibite, stuzzichini e chiacchiere ha chiuso in bellezza il pomeriggio.



Il gruppo si avvia verso il bosco - © Alberto Giè
  
Il Prof. Francesco Corbetta insieme al gruppo - © Alberto Giè

Un momento dell'inaugurazione - © Alberto Giè
  
Il tabellone didascalico con i nipoti del Prof. Corbetta - © Alberto Giè




Il Professor Francesco Corbetta
Il 6 settembre 2019 si è spento il prof. Francesco Corbetta, illustre botanico, ispiratore di tanti nostri progetti (fra cui il primo, quello a cui lui teneva di più, il bosco dell'Agogna Morta). Amico sincero di molti di noi, era conosciuto ed apprezzato dal mondo scientifico per la mole e la qualità dei suoi studi, per le sue pubblicazioni. Era altrettanto conosciuto ed apprezzato dai semplici appassionati di botanica e di natura per le sue doti di comunicatore e per la capacità di farsi apprezzare e farsi voler bene. Per una vita docente universitario è stato per molti anni presidente della Federazione Nazionale Pro Natura. È stato, come una robusta farnia, un riferimento sicuro per Burchvif, mentore, saggio druido. Non ci dimenticheremo facilmente di lui.


Come arrivarci

Visualizza mappa ingrandita