Il Borgo degli Aironi

L’iniziativa, voluta dal Comune di
Borgolavezzaro e da Burchvif, è volta a promuovere
attività artistiche e culturali legate ai temi dell’ambiente, della natura ed
in particolare degli aironi che sono la presenza animale più significativa di queste terre di risaia
Burchvif propose qualche
tempo fa, all’ Amministrazione del nostro Comune, di
abbellire Borgolavezzaro arredando il paese, attraverso tutte le forme che la
fantasia ed il gusto potranno esprimere, con la rappresentazione degli uccelli
caratteristici della risaia, gli aironi.
Potranno essere dipinti, ritratti nel loro ambiente naturale, sulle facciate della case o esposti come sculture nei giardini e nelle piazze o come sagome sui tetti ….
Ci si potrà ispirare anche ad uccelli del bosco come il merlo o la ghiandaia, il cardellino ed il gheppio, la gazza o il pettirosso oppure semplicemente a delle rondini posate su di un filo elettrico.
La proposta, dopo una lunga gestazione
ha trovato condivisione ed accoglimento da parte dell’Amministrazione Comunale
che ha costituito una apposita Commissione con lo
scopo di elaborare, organizzare e gestire l’iniziativa denominata Il Borgo degli Aironi.
L’iniziativa è volta a promuovere attività artistiche e culturali legate ai temi dell’ambiente rurale, della campagna, della natura ed, in particolare, degli aironi, che, come si diceva, sono la presenza animale più significativa di queste terre di risaia.
Si concretizza e si esprime attraverso
la realizzazione e l’esposizione permanente di opere finalizzate al
miglioramento estetico dell’abitato ed alla valorizzazione degli aspetti
naturalistici legati a questo particolare territorio, al lavoro dei campi, alle
tradizioni contadine.
L’iniziativa è altresì finalizzata a
connotare e caratterizzare Borgolavezzaro in ambito interregionale, promuovendo
la sua immagine di Paese sulla strada delle risaie e di comune legato al
proprio territorio, alla natura ed alle tradizioni.
Se tutto andrà
per il verso giusto per Santa Giuliana 2004 verrà presentata l’iniziativa ai
cittadini, agli organi di informazione ed agli artisti anche attraverso una
mostra che la illustrerà nei dettagli e ne promuoverà le adesioni.
Per meglio
capire di che si tratta proponiamo un breve estratto del regolamento:
Un’apposita Commissione, espressamente nominata dalla Giunta Comunale ha il compito di elaborare, presentare, organizzare e gestire l’iniziativa. Detta Commissione è composta da cinque membri ed è presieduta dal Sindaco o persona da lui delegata. Della Commissione fanno parte, oltre al Presidente, due membri indicati dalla Giunta Comunale e due dall’Associazione Culturale Burchvif.
Tutte le opere prima
della realizzazione definitiva devono essere autorizzate dalla commissione
comunale. Non è ammessa alcuna realizzazione all’interno di tale iniziativa
senza la prevista autorizzazione.
Le opere d’arte promosse dall’iniziativa sono pittoriche, scultoree ed altre opere particolari quali sagome, decorazioni, immagini fotografiche ecc ... è comunque indispensabile che le opere realizzate possano resistere nel tempo a qualsiasi condizione meteorologica.
I materiali
impiegati devono pertanto garantire tale esigenza.
Tutte le opere
devono essere di genere figurativo e descrittivo e raffigurare nel proprio
contesto almeno un individuo della famiglia degli ardeidi
come elemento comune e caratterizzante.
Sono
particolarmente gradite le opere che illustrano aspetti legati alla natura,
alla campagna, al lavoro dei campi, a scorci paesaggistici di Borgolavezzaro.
I costi delle
opere sono totalmente a carico del Comune se realizzate in spazi di proprietà
comunale oppure a carico di privati con un contributo comunale quando saranno
realizzate su proprietà privata ma con esposizione al pubblico oppure
totalmente a carico di privati quando non godibili da tutti perché realizzate
all’interno di cortili o altri spazi privati.
Tra le specie di
uccelli che si nutrono in risaia, gli aironi (scientificamente la famiglia è
quella degli ardeidi)
costituiscono la componente più vistosa: aironi cenerini e rossi, garzette, nitticore, sgarze ciuffetto, tarabusi e tarabusini
e, da alcuni anni aironi guardabuoi e aironi bianchi maggiori conferiscono al
paesaggio agricolo della nostra pianura una nota di leggiadra bellezza.
Chi di noi non li conosce? Chi non ha mai visto passare gruppetti di questi grandi uccelli scuri in formazione, in estate, quando il sole arrossa il tramonto? Chi non li ha mai visti, immobili, sull’argine di una risaia ? Chi non ne ha mai sentito il fragoroso “quack”?
Essi fanno parte
da sempre del nostro paesaggio e qualcuno di essi è sempre presente, estate ed
inverno, nelle nostre campagne.
Non si deve
pensare, tuttavia, che essi siano abbondanti ovunque, che la loro sopravvivenza
sia garantita e che dunque non meritino la nostra attenzione più di tanto.
Al contrario la
responsabilità che abbiamo per la conservazione degli aironi è enorme. Basti
pensare che circa un terzo della popolazione nidificante nel Paleartico si
riproduce in Italia in colonie situate in grandissima parte nel triangolo del
riso che comprende le province di Novara, Pavia e Vercelli.
Una
caratteristica di questi uccelli, ad eccezione del Tarabusino,
è quella di nidificare in colonie alle quali il mondo scientifico attribuisce
il nome di garzaie.
Le garzaie possono essere composte da una o più specie e, in
genere, sono situate nei boschi umidi residui ad Ontano nero, nelle aree umide
a Salicone e su boschi e boschetti circondati da risaie ed in prossimità di
torrenti e fiumi.
Fuori da queste
tre province vi sono altre garzaie situate lungo il
fiume Po, su pioppeti coltivati, in situazioni che a volte presentano, come è
facile intuire, delicati problemi gestionali.
Qui, nella
nostra terra, la vita e la sopravvivenza degli aironi è strettamente legata
alla coltivazione del riso e la loro sorte è legata a filo doppio alla sorte
della risicoltura.
Appare evidente
che esiste il dovere di un nostro impegno verso la conservazione di questo
aspetto della nostra terra poiché gli aironi ne sono un po’ il simbolo e
l’emblema.
E’ importante
che, da un lato, le autorità competenti sia a livello europeo che nazionale
stimolino e favoriscano modelli di sviluppo dell’attività agricola che tengano
in debito conto una risicoltura di qualità attivando anche meccanismi economici
che non siano finalizzati esclusivamente al mero profitto, dall’altro è
necessario che anche a livello locale ci si attivi per guardare agli aironi con
sempre maggior attenzione e rispetto, per garantire loro la certezza del
futuro.
In questa stagione molte specie
di aironi sono partite per l’Africa. Noi non possiamo seguire il loro destino in
quelle terre lontane. Possiamo certamente fare qualcosa, però, affinchè qui da noi, la prossima primavera, nelle risaie e
nelle garzaie ora quiete, la festa della vita si
ripeta.
Anche l’arte è
un modo per conoscere questi splendidi uccelli e la conoscenza, da sempre, è il
modo per capire e comprendere.
Talvolta, poi, dalla conoscenza all’amore il passo è breve
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