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Il Campo del Munton
Il dosso delle volpi
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Dove si
trova: |
nel
comune di Borgolavezzaro (NO). |
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Estensione: |
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Anno di avvio
del progetto: |
2002 |
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Proprietà: |
Burchvif |
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Tipo di tutela: |
Piano Regolatore Generale del Comune di Borgolavezzaro; |
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Come
arrivarci: |
dalla piazza antistante la chiesa antonelliana dei SS. Bartolomeo e Gaudenzio in
Borgolavezzaro si prenda la strada che conduce a Nicorvo;
alle ultime case del paese si imbocchi, a sinistra, la strada sterrata e la
si segua. Si oltrepassi il Campo della Ghina e, proseguendo verso sud, si
arrivi in vista della struttura del
depuratore. Qualche decina di metri prima, dalla parte opposta della strada,
vi è, in leggera salita, l’ingresso. |

NASCE UNA NUOVA ISOLA DI
NATURA
Capita, talora,
che terreni di scarso valore colturale siano, per varie ragioni, abbandonati a
se stessi e non più coltivati.
Questi terreni, con il tempo, si rinaturalizzano
ovvero, grazie all’azione di erbe pioniere e poi di rovi, sambuchi, saliconi e sanguinelli, robinie, qualche albero ed arbusto come
l’Olmo,

Fu visitando uno di questi luoghi in cui qualcuno aveva
abbandonato anche una discreta tipologia di rifiuti che alcuni soci osservarono
imboccature di numeosi cunicoli che si aprivano
sull’area. Non fu difficile attribuirli
al tasso (Meles meles): ne
erano la firma le impronte lasciate sul fresco terreno di scavo, peli ed altri
segni inequivocabili.
Ben presto l’associazione, dopo una specifica assemblea dei soci
che discusse della questione, e dopo aver preso le necessarie informazioni, si
attivò per acquistare l’area.
Era un piccolo
appezzamento che, però, segnò l’avvio di altri acquisti, susseguitesi nel
tempo, che consentirono di “mettere al sicuro”, via via,
nuovi appezzamenti confinanti, fino a raggiungere la consistenza attuale.

Su questi
terreni, di chiara origine alluvionale, dopo aver asportato tutti i rifiuti
presenti conferendoli al punto di raccolta comunale ed aver tracciato la prima
trama di stradine e sentieri si diede l’avvio al progetto di recupero e
ripristino ambientale: la costituzione di un piccolo bosco di pianura avendo
cura, naturalmente, di arrecare il minor disturbo possibile agli abitatori del
luogo e cioè ai Tassi (Meles meles) e,
forse, a qualche Volpe (Vulpes vulpes).

Fu anche
necessario diradare il robinieto che insisteva su
parte dell’area e creare piccole radure per dare spazio al nuovo impianto.
Furono messe a dimora le essenze vegetali caratteristiche della
tipologia vegetazionale che si andava ricostruendo
prodotte in parte nel vivaio dell’associazione ed in parte acquistate.

Nella parte più asciutta e rilevata
rispetto ai terreni circostanti furono così piantate Farnie (Quercus robur),
Carpini bianchi (Carpinus betulus),
Aceri campestri (Acer campestre), Olmi
(Ulmus minor), qualche
Ciliegio selvatico (Prunus
avium) e qualche Frassino (Fraxinus excelsior, F. oxyphylla)
e poi Biancospini (Crataegus monogyna),
Sanguinelli (Cornus sanguinea), Noccioli (Corylus avellana), Prugnoli (Prunus spinosa), qualche Evonimo (Euonimus europaeus) e
qualche Rosa canina (Rosa canina).
Fu realizzata, nella parte più bassa, una zona d’acqua, della
superficie di circa


Intorno a questo laghetto, ricco d’acqua proveniente dalle prime
falde rimpinguate, da maggio a settembre, dalle risaie, sono state messi a
dimora alberi ed arbusti igrofili come Pioppi tremuli (Populus tremula), Ontani neri (Alnus glutinosa),
Salici bianchi (Salix alba) e Saliconi (Salix caprea).

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